Studio di psicologia e psicoterapia a Reggio Emilia

DISTURBI D'ANSIA

Il DISTURBO d'ANSIA GENERALIZZATO è caratterizzato da una condizione di stress e da uno stato di preoccupazione costante per molte situazioni che risultano eccessive in intensità, durata o frequenza rispetto alla probabilità o alle conseguenze degli eventi temuti.
La persona è stanca, nervosa, irrequieta. I pensieri si concentrano sui piccoli affanni della vita quotidiana o sulla paura che possa verificarsi qualcosa di brutto, causando grosse difficoltà di concentrazione e memoria.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale si concentra su: aumentare la tolleranza al dubbio e all’incertezza, diminuire il rimuginio e ridurre le strategie di controllo.

Il DISTURBO d'ANSIA SOCIALE o FOBIA SOCIALE è caratterizzato dalla paura intensa di trovarsi in una situazione sociale, soprattutto se sconosciuta, o paura di eseguire prestazioni non all’altezza delle aspettative e da cui possa derivare un giudizio altrui negativo.

Chi soffre di questo disagio teme di dire o fare cose inadeguate o imbarazzanti oppure di mostrare agli altri i segnali della propria agitazione. Il timore è quello di essere giudicati ansiosi, deboli, impacciati, stupidi, sciocchi o inadeguati. Palpitazioni, tremori, sudorazione, malessere gastrointestinale, dissenteria, tensione muscolare e confusione spesso sono associati a questo disturbo fino a provocare veri e propri attacchi di panico. Le prestazioni che scatenano ansia sociale possono essere: feste, cene, riunioni di lavoro, conoscere nuove persone, mangiare o usare il telefono davanti ad altri ecc…

La psicoterapia cognitivo comportamentale del disturbo d’ansia sociale si concentra su: ridurre il timore del giudizio e il bisogno di riconoscimento, il timore di mostrare ansia, il rimuginio anticipatorio sulle proprie prestazioni e i comportamenti di controllo dell’ansia.

Il DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO (DOC) è caratterizzato generalmente dalla presenza di ossessioni e compulsioni, anche se in alcuni casi possono essere presenti ossessioni senza compulsioni.

Chi ne soffre si concentra su idee o immagini (le ossessioni) o comportamenti (le compulsioni, chiamate anche rituali) attorno ai quali organizza la sua giornata. Attraverso l’adesione a schemi mentali fissi o la ripetizione di gesti e abitudini irrazionali, la persona tenta di attenuare l’ansia che la pervade e a controllare il mondo circostante.
Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi (es: lavarsi le mani, ripetere più volte una stessa azione) o azioni mentali (es. contare, ripetere formule superstiziose) che permettono alla persona di alleviare momentaneamente il disagio provocato dalle ossessioni.
L’elemento in comune delle ossessioni è che sono impulsi non voluti dalle persone, che producono emozioni di paura, disgusto o senso di colpa.

La terapia cognitivo comportamentale del disturbo ossessivo compulsivo mira a: ridurre l’attenzione ai pensieri ossessivi e imparare a valutarli come naturali eventi mentali, ridurre i rituali di controllo (compulsioni), migliorare il rapporto con i propri dubbi e stati di incertezza.

L’ATTACCO di PANICO è un stato di paura intensa in assenza di un pericolo oggettivo e accompagnato da sintomi cognitivi o somatici; raggiunge rapidamente l’apice e si manifeste con breve durata, solitamente non superiore ai 10 minuti.
Durante l’attacco la persona avverte una sensazione di pericolo o catastrofe imminente, in un crescendo di terrore che sfocia spesso nella paura di impazzire, di morire o perdere il cotrollo. I sintomi possono essere: palpitazioni, tachicardia, sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento, dolore o fastidio al petto, nausea, sensazioni di sbandamento, di instabilità, di svenimento, brividi o vampate di calore.

La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale del Disturbo di Panico mira a: interrompere alcuni comportamenti di evitamento, modificare la paura della paura e dei sintomi somatici, ridurre la tendenza al controllo della propria ansia, fronteggiare le sensazioni di costrizione e fragilità.

Il DISTURBO POST TRAUMATICO da STRESS (DPTS) è causato da un episodio traumatico come un lutto grave o un’aggressione fisica.

Anche a distanza di mesi dall’accaduto, il senso di impotenza e la paura scatenati dall’evento continuano a perseguitare la persona, tanto da ostacolarla nelle normali attività quotidiane.

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DISTURBI DELL'UMORE

La Depressione è caratterizzata da frequenti e intensi stati di insoddisfazione e tristezza e chi ne soffre vive in una condizione di costante malumore, con pensieri negativi e pessimisti circa sé stesso e il proprio futuro e tende a non provare piacere nelle comuni attività quotidiane. Tra i sintomi della depressione possiamo trovare: aumento o diminuzione di appetito e/o del sonno; marcato rallentamento motorio o, al contrario, una marcata agitazione; affaticabilità; ridotta capacità di concentrazione; tendenza ad incolparsi, a svalutarsi; in alcuni casi tendenza pensieri suicidari.

Gli obiettivi della Psicoterapia Cognitivo Comportamentale della depressione sono: imparare a ridurre la ruminazione, la fissazione dell’attenzione sugli aspetti negativi di sé e della propria vita, favorire la partecipazione alle attività quotidiane, trasformare il proprio atteggiamento da autocritico e autopunitivo ad un atteggiamento realistico ed autoconsolatorio.

DISTURBI della PERSONALITA'

La personalità (o carattere) è stata definita in molti modi, ma si può dire che sia l’insieme delle caratteristiche, o tratti stabili, che rappresentano il modo con il quale ciascuno di noi risponde, interagisce, percepisce e pensa a ciò che gli accade. Gli individui con questo disturbo possono soffrire di problemi nelle relazioni interpersonali, nella realizzazione affettiva, nella capacità lavorativa e/o nell’identità personale, a causa di difficoltà nella comprensione di sé e degli altri e nella capacità di gestire intensi stati emotivi. I pazienti con Disturbi di Personalità sono persone che, in genere hanno già affrontato altri trattamenti e percorsi di cura senza essere riusciti a diminuire in modo soddisfacente la propria sofferenza e senza avere ottenuto un grado sufficiente di benessere personale. Questo disturbo può essere associato anche a sintomi depressivi, ansiosi…

In questo ambito la psicoterapia cognitivo-comportamentale è principalmente orientata verso l’accertamento e la modificazione dei problemi di comprensione di sé stessi e degli altri (consapevolezza) e l’acquisizione di strategie per gestire al meglio gli stati emotivi negativi e le relazioni con le altre persone.

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DISTURBI dell'ALIMENTAZIONE

I DISTURBI dell'ALIMENTAZIONE (DCA) hanno alcune caratteristiche principali:

  • 1 cambiamento nella modalità e nella quantità d’assunzione del cibo,
  • 2. alterata percezione del proprio corpo e del proprio peso,
  • 3. eccessiva importanza attribuita al peso, alle forme corporee e al controllo dell’alimentazione,
  • 4. conseguente danno significativo alla salute fisica e al funzionamento psicologico.

Tra i principali disturbi dell’alimentazione possiamo trovare Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa, Disturbo da Alimentazione Incontrollata e Binge Eating Disorder.
L’alimentazione risulta spesso disordinata, restrittiva oppure sregolata ed eccessiva; il corpo è spesso evitato e percepito in modo alterato. Il vissuto corporeo di essere inadeguati, grassi, brutti e socialmente non accettabili, influenza negativamente la propria autostima e amabilità.

Nella cura dei disturbi alimentari la letteratura scientifica internazionale ha da decenni affermato che l’approccio cognitivo-comportamentale risulta essere quello più efficace, anche più degli psicofarmaci.

La terapia cognitivo comportamentale del disturbo dell’alimentazione ha come obiettivi iniziali la normalizzazione del peso e l’abbandono delle condotte di restrizione dell’assunzione del cibo, delle abbuffate e delle condotte di eliminazione. In seconda battuta mira ad aumentare i livelli di autostima, ampliare la definizione di sé al di là dell’apparenza fisica, ridurre il perfezionismo e il pensiero tutto-nulla, migliorare i rapporti interpersonali.

DECADIMENTO COGNITIVO

Il DECADIMENTO COGNITIVO è la perdita di una o più funzioni mentali (memoria, attenzione, orientamento…) è tipico delle demenze ma può essere causato anche da altre patologie quali ipotiroidismo, anemia, carenze vitaminiche, depressione, diabete, effetto collaterale di alcuni farmaci; in questi casi può essere lieve e reversibile. La demenza è una patologia degenerativa per lo più irreversibile che può essere di grado lieve, moderato o grave.

E’ comunque possibile, dopo un’attenta valutazione neuropsicologica volta ad individuare le capacità cognitive residue, favorirne il mantenimento attraverso specifici interventi di stimolazione cognitiva.